[TRIBUNALE FIRENZE] Successo al Tribunale di Firenze. STUPEFACENTI – GUIDA ALTERATA – ART. 187 C.d.S. – ASSOLUZIONE


Con decreto emesso in data … dal PM presso il Tribunale di Firenze l’imputato veniva citato a giudizio per rispondere del reato di cui all’art. 187 c.1 e 1 bis C.s. perché guidava l’autoveicolo targato (…) in stato di alterazione psico – fisica per aver assunto sostanze stupefacenti (Cannabinoidi, cocaina) e provocava un incidente.

Lo stato di alterazione risulta dalle modalità dell’incidente (avendo invaso la corsia opposta), dal comportamento rilevato dagli accertatori (alternanza di stato di calma e momenti di agitazione) e dall’elevata concentrazione della sostanza risultante dagli elementi clinici, che provocava una assunzione recente.

La sentenza n. 1827 del 2009 della Corte di Cassazione: “I risultati del prelievo ematico, effettuato durante il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica a seguito di incidente stradale, sono utilizzabili nei confronti dell’imputato per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica e restando irrilevante, ai fini dell’utilizzabilità processuale, la mancanza del consenso“.

(Nella specie, era stato effettuato sul prelievo ematico l’accertamento del tasso alcolemico, su richiesta della polizia giudiziaria)

La Corte ha chiarito che tale esame, indipendentemente dalla richiesta della polizia giudiziaria, era funzionale ad escludere eventuali patologie del guidatore che potevano aver causato l’incidente stradale.

Pertanto per quanto attiene alla fattispecie di cui all’art. 187 c.1 e c.1 1 bis va rilevato come i Carabinieri che hanno proceduto agli accertamenti non hanno invitato il prevenuto, in stato di coscienza nonostante il grave incidente stradale che ha provocato con la sua condotta, a sottoporsi ad accertamenti urgenti per stabilire se avesse fatto uso di sostanze stupefacenti e alcoliche e non lo hanno informato circa la facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, nonostante avessero parlato con lui, sul luogo dell’incidente.

Essi hanno solamente richiesto all’Ospedale di effettuare tali accertamenti. Ma nemmeno la struttura sanitaria risulta abbia avvisato l’imputato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia o se volesse sottoporsi a tali accertamenti (si veda Tribunale di Campobasso sentenza n. 974 del 2015)

Così l’imputato è stato assolto ex art. 530 c.p.p. perché il fatto non sussiste.