Titolo IX – Interventi informativi ed educativi (Artt. 104-112).


Titolo IX 
INTERVENTI INFORMATIVI ED EDUCATIVI

Capo I
Disposizioni relative al settore scolastico

Art. 104.
Promozione e coordinamento, a livello nazionale, delle attivita’ di educazione ed informazione

1. Il Ministero della pubblica istruzione promuove e coordina le attivita’ di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall’alcoolismo, dal tabagismo, dall’uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche’ dalle patologie correlate.

2. Le attivita’ di cui al comma 1 si inquadrano nello svolgimento ordinario dell’attivita’ educativa e didattica, attraverso l’approfondimento di specifiche tematiche nell’ambito delle discipline curricolari.

3. Il Ministro della pubblica istruzione approva programmi annuali differenziati per tipologie di iniziative e relative metodologie di applicazione, per la promozione di attivita’ da realizzarsi nelle scuole, sulla base delle proposte formulate da un apposito comitato tecnico-scientifico da lui costituito con decreto, composto da venticinque membri, di cui diciotto esperti nel campo della prevenzione, compreso almeno un esperto di mezzi di comunicazione sociale, e rappresentanti delle amministrazioni statali che si occupano, di prevenzione, repressione e recupero nelle materie di cui al comma 1 e sette esponenti di associazioni giovanili e dei genitori.

4. Il comitato, che funziona sia unitariamente che attraverso gruppi di lavoro individuati nel decreto istitutivo, deve approfondire, nella formulazione dei programmi, le tematiche:

a) della pedagogia preventiva;

b) dell’impiego degli strumenti didattici, con particolare riferimento ai libri di testo, ai sussidi audiovisivi, ai mezzi di comunicazione di massa;

c) dell’incentivazione di attivita’ culturali, ricreative e sportive, da svolgersi eventualmente anche all’esterno della scuola;

d) del coordinamento con le iniziative promosse o attuate da altre amministrazioni pubbliche con particolare riguardo alla prevenzione primaria.

5. Alle riunioni del comitato, quando vengono trattati argomenti di loro interesse, possono essere invitati rappresentanti delle regioni, delle province autonome e dei comuni.

6. In sede di formazione di piani di aggiornamento e formazione del personale della scuola sara’ data priorita’ alle iniziative in materia di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze.

Art. 105.
Promozione e coordinamento, a livello provinciale, delle iniziative di educazione e di prevenzione. Corsi di studio per insegnanti e corsi sperimentali di scuola media.

1. Il provveditore agli studi promuove e coordina, nell’ambito provinciale, la realizzazione delle iniziative previste nei programmi annuali e di quelle che possono essere deliberate dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della loro autonomia.

2. Nell’esercizio di tali compiti il provveditore si avvale di un comitato tecnico provinciale o, in relazione alle esigenze emergenti nell’ambito distrettuale o interdistrettuale, di comitati distrettuali o interdistrettuali, costituiti con suo decreto, i cui membri sono scelti tra esperti nei campi dell’educazione alla salute e della prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze nonche’ tra rappresentanti di associazioni familiari. Detti comitati sono composti da sette membri.

3. Alle riunioni dei comitati possono essere invitati a partecipare rappresentanti delle autorita’ di pubblica sicurezza, degli enti locali territoriali e delle unita’ sanitarie locali, nonche’ esponenti di associazioni giovanili.

4. All’attuazione delle iniziative concorrono gli organi collegiali della scuola, nel rispetto dell’autonomia ad essi riconosciuta dalle disposizioni in vigore. Le istituzioni scolastiche interessate possono avvalersi anche dell’assistenza del servizio ispettivo tecnico.

5. Il provveditore agli studi, d’intesa con il consiglio provinciale scolastico e sentito il comitato tecnico provinciale, organizza corsi di studio per gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sulla educazione sanitaria e sui danni derivanti ai giovani dall’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonche’ sul fenomeno criminoso nel suo insieme, con il supporto di mezzi audiovisivi ed opuscoli. A tal fine puo’ stipulare, con i fondi a sua disposizione, apposite convenzioni con enti locali, universita’, istituti di ricerca ed enti, cooperative di solidarieta’ sociale e associazioni iscritti all’albo regionale o provinciale da istituirsi a norma dell’articolo 116.

6. I corsi statali sperimentali di scuola media per lavoratori possono essere istituiti anche presso gli enti, le cooperative di solidarieta’ sociale e le associazioni iscritti nell’albo di cui all’articolo 116 entro i limiti numerici e con le modalita’ di svolgimento di cui alle vigenti disposizioni. I corsi saranno finalizzati anche all’inserimento o al reinserimento dell’attivita’ lavorativa.

7. Le utilizzazioni del personale docente di ruolo di cui all’articolo 14, decimo comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, possono essere disposte, nel limite massimo di cento unita’, ai fini del recupero scolastico e dell’acquisizione di esperienze educative, anche presso gli enti e le associazioni iscritti nell’albo di cui all’articolo 116, a condizione che tale personale abbia documentatamente frequentato i corsi di cui al comma 5.

8. Il Ministro della pubblica istruzione assegna annualmente ai provveditorati agli studi, in proporzione alla popolazione scolastica di ciascuno, fondi per le attivita’ di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze da ripartire tra le singole scuole sulla base dei criteri elaborati dai comitati provinciali, con particolare riguardo alle iniziative di cui all’articolo 106.

9. L’onere derivante dal funzionamento del comitato tecnico-scientifico di cui all’articolo 104 e dei comitati di cui al presente articolo e’ valutato in complessive lire 4 miliardi in ragione d’anno a decorrere dall’anno 1990. Il Ministro della pubblica istruzione con proprio decreto disciplina l’istituzione e il funzionamento del comitato tecnico-scientifico e dei comitati provinciali, distrettuali e interdistrettuali e l’attribuzione dei compensi ai componenti dei comitati stessi.

Art. 106.
Centri di informazione e consulenza nelle scuole Iniziative di studenti animatori

1. I provveditori agli studi, di intesa con i consigli di istituto e con i servizi pubblici per l’assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, istituiscono centri di informazione e consulenza rivolti agli studenti all’interno delle scuole secondarie superiori.

2. I centri possono realizzare progetti di attivita’ informativa e di consulenza concordati dagli organi collegiali della scuola con i servizi pubblici e con gli enti ausiliari presenti sul territorio. Le informazioni e le consulenze sono erogate nell’assoluto rispetto dell’anonimato di chi si rivolge al servizio.

3. Gruppi di almeno venti studenti anche di classi e di corsi diversi, allo scopo di far fronte alle esigenze di formazione, approfondimento ed orientamento sulle tematiche relative all’educazione alla salute ed alla prevenzione delle tossicodipendenze, possono proporre iniziative da realizzare nell’ambito dell’istituto con la collaborazione del personale docente, che abbia dichiarato la propria disponibilita’. Nel formulare le proposte i gruppi possono esprimere loro preferenze in ordine ai docenti chiamati a collaborare alle iniziative.

4. Le iniziative di cui al comma 3 rientrano tra quelle previste dall’articolo 6, secondo comma, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416, e sono deliberate dal consiglio di istituto, sentito, per gli aspetti didattici, il collegio dei docenti.

5. La partecipazione degli studenti alle iniziative, che si svolgono in orario aggiuntivo a quello delle materie curricolari, e’ volontaria.

Capo II 
Disposizioni relative alle Forze armate

Art. 107.
Centri di formazione e di informazione

(…) (1).

(1) L’articolo che recitava: “1. Il Ministero della difesa promuove corsi formativi di psicologia e sociologia per tutti gli ufficiali medici e per gli allievi delle scuole infermieri, nonche’ per ufficiali e sottufficiali di arma finalizzati di addestrare personale esperto preposto alla tutela della salute fisica e psichica dei giovani alle armi. Promuove altresi’ sessioni di studio sulla psicologia di gruppo e su temi specifici di sociologia, nonche’ seminari sul disadattamento giovanile e sulle tossicodipendenze da svolgere periodicamente per la continua formazione e aggiornamento dei quadri permanenti.
2. Il Ministero della difesa organizza presso accademie, scuole militari, scuole di sanita’ militare, comandi ed enti militari, corsi di informazione sui danni derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, alcool e tabacco, inserendoli nel piu’ ampio contesto dell’azione di educazione civica e sanitaria che viene svolta nei confronti dei giovani che prestano il servizio militare di leva, nonche’ dando un’informazione complessiva sul fenomeno criminoso sul traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope. Tale informazione e’ attuata anche mediante periodiche campagne basate su conferenze di ufficiali medici ai militari di leva, con il supporto di mezzi audiovisivi e opuscoli.”
è stato abrogato dall’art. 2268, co. 1, n. 874), D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.

Art. 108.
Azione di prevenzione e accertamenti sanitari

(…) (1).

(1) L’articolo che recitava: “1. Il Ministero della difesa tramite i consultori ed i servizi di psicologia delle Forze armate svolge azione di prevenzione contro le tossicodipendenze.
2. In occasione delle operazioni di selezione per la leva e per l’arruolamento dei volontari, ove venga individuato un caso di tossicodipendenza o tossicofilia, l’autorita’ militare, che presiede alla visita medica e alle prove psicoattitudinali, dispone l’invio dell’interessato all’ospedale militare per gli opportuni accertamenti.
3. Analogamente provvede l’autorita’ sanitaria militare nel corso di visite mediche periodiche e di idoneita’ a particolari mansioni o categorie
.” è stato abrogato dall’art. 2268, co. 1, n. 874), D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.

Art. 109.
Stato di tossicodipendenza degli iscritti e arruolati di leva, nonche’ dei militari gia’ incorporati o in ferma, rafferma e servizio permanente.

(…) (1).

(1) L’articolo che recitava: “1. Gli iscritti di leva e gli arruolati di leva a cui sia riscontrato dagli ospedali militari uno stato di tossicodipendenza o di abuso di sostanze stupefacenti o psicotrope possono essere giudicati rivedibili per un massimo di tre anni in deroga a quanto previsto nelle avvertenze e negli articoli 40 e 41 dell’elenco approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1985, n. 1008, e nell’articolo 69, decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono segnalati dalle autorita’ sanitarie militari alle competenti unita’ sanitarie locali al fine di facilitare il loro volontario avviamento al trattamento di recupero sociale presso il servizio pubblico per le tossicodipendenze.
3. Gli iscritti di leva e gli arruolati di leva, gia’ riconosciuti tossicodipendenti dalle autorita’ sanitarie civili e che hanno in corso un documentato trattamento di recupero da parte di centri civili autorizzati, possono essere giudicati rivedibili per un massimo di tre anni, previo accertamento delle competenti autorita’ sanitarie militari.
4. Gli iscritti di leva e gli arruolati di leva riconosciuti idonei al termine del periodo di rivedibilita’ previsto per il recupero dei soggetti tossicodipendenti possono, a domanda, essere dispensati ai sensi dell’articolo 100 del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237, quale risulta sostituito dall’articolo 7 della legge 24 dicembre 1986, n. 958, indipendentemente dall’ordine di priorita’ ivi previsto.
5. I militari di leva gia’ incorporati che sono riconosciuti tossicodipendenti dagli ospedali militari vengono posti in licenza di convalescenza fino al termine del congedamento della classe di appartenenza e il periodo di licenza e’ computato ai fini dell’assolvimento degli obblighi di leva in deroga a quanto previsto dall’articolo 24, comma 8, della legge 24 dicembre 1986, n. 958. Detti militari vengono altresi’ segnalati alle competenti unita’ sanitarie locali al fine di facilitare il loro avvio volontario a programmi di recupero.
6. Il termine in ferma prolungata o rafferma o in servizio permanente riconosciuto tossicodipendente, che dichiari la sua disponibilita’ a sottoporsi a trattamenti di recupero socio-sanitario, viene posto in licenza di convalescenza straordinaria e successivamente, se del caso, in aspettativa per il periodo massimo previsto dalla normativa in vigore. Al termine del trattamento viene sottoposto a controlli sanitari intesi a stabilire la sua idoneita’ al servizio militare.
7. Per i militari di cui al presente articolo riconosciuti tossicofili, vengono realizzate attivita’ di sostegno di educazione sanitaria presso i consultori militari.
8. Le funzioni di polizia giudiziaria ai fini della prevenzione e repressione dei reati previsti dal presente testo unico, commessi da militari in luoghi militari, spettano ai soli comandanti di corpo con grado non inferiore ad ufficiale superiore.
9. Tutti gli interventi previsti nel capo II del titolo IX del presente testo unico devono essere svolti nel rispetto del diritto alla riservatezza dei soggetti interess
ati.” è stato abrogato dall’art. 2268, co. 1, n. 874), D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.

Art. 110.
Servizio civile

(…) (1).

(1) L’articolo che recitava: “1. Il dipendente da sostanze stupefacenti o psicotrope che, al termine del trattamento di recupero, e’ nelle condizioni di essere chiamato al servizio militare di leva puo’, su propria richiesta da presentare all’ufficio territoriale di leva del distretto militare, e su parere conforme della direzione della comunita’ terapeutica, continuare a prestare come servizio civile la sua attivita’ volontaria per un periodo pari alla durata del servizio militare.
2. Il periodo di attivita’ trascorso nella comunita’ terapeutica o presso il centro di accoglienza e di orientamento dell’unita’ sanitaria locale e’ valido a tutti gli effetti come servizio militare.
3. In caso di assenza ingiustificata, la direzione della comunita’ terapeutica o il responsabile del centro di accoglienza e di orientamento dell’unita’ sanitaria locale devono dare comunicazione alle competenti autorita’ militari territoriali che provvedono alla chiamata dell’interessato al servizio militare di leva.
4. Le autorita’ militari competenti del territorio possono, in qualsiasi momento, accertare presso comunita’ terapeutiche o presso il centro di accoglienza e di orientamento dell’unita’ sanitaria locale la presenza effettiva dell’interessato.
5. Al termine del periodo di attivita’ nella comunita’ terapeutica o presso il centro di accoglienza e di orientamento dell’unita’ sanitaria locale, l’autorita’ militare rilascia all’interessato il congedo militare illimitato
.” è stato abrogato dall’art. 2268, co. 1, n. 874), D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.

Art. 111.
Rapporti con le strutture socio-sanitarie civili

(…) (1).

(1) L’articolo che recitava: “1. I rapporti di collaborazione tra struttura sanitaria militare e strutture sanitarie civili impegnate nel settore delle tossicodipendenze sono volti ad assicurare, in ogni caso, la continuita’ dell’assistenza a favorire il recupero socio-sanitario dell’interessato.
2. I dati statistici relativi all’andamento del fenomeno della tossicodipendenza rilevati nell’ambito militare, vengono trasmessi ogni dodici mesi ai Ministeri della sanita’ e dell’interno.
” è stato abrogato dall’art. 2268, co. 1, n. 874), D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.

Art. 112.
Servizio sostitutivo civile presso associazioni ed enti di assistenza socio-sanitaria

(…) (1).

(1) L’articolo che recitava: “1. Gli obiettori di coscienza ammessi ai benefici della legge 15 dicembre 1972, n. 772, e successive modificazioni ed integrazioni, possono chiedere di prestare servizio sostitutivo civile presso centri civili autorizzati e convenzionati con l’amministrazione della difesa che provvedono all’assistenza socio-sanitaria ed alla riabilitazione dei soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.” è stato abrogato dall’art. 2268, co. 1, n. 874), D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.