Titolo II – Delle autorizzazioni (Artt. 17-25-bis).


Titolo II
DELLE AUTORIZZAZIONI

Art. 17.
Obbligo di autorizzazione

1. Chiunque intenda coltivare, produrre, fabbricare impiegare, importare, esportare, ricevere per transito, commerciare a qualsiasi titolo o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle di cui all’articolo 14 deve munirsi dell’autorizzazione del Ministero della sanita’.

2. Dall’obbligo dell’autorizzazione sono escluse le farmacie, per quanto riguarda l’acquisto di sostanze stupefacenti o psicotrope e per l’acquisto, la vendita o la cessione di dette sostanze in dose e forma di medicamenti.

3. L’importazione, il transito e l’esportazione di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di chi e’ munito dell’autorizzazione di cui al comma 1, sono subordinati alla concessione di un permesso rilasciato dal Ministro della sanita’ in conformita’ delle convenzioni internazionali e delle disposizioni di cui al titolo V del presente testo unico.

4. Nella domanda di autorizzazione, gli enti e le imprese interessati devono indicare la carica o l’ufficio i cui titolari sono responsabili della tenuta dei registri e dell’osservanza degli altri obblighi imposti dalle disposizioni dei titoli VI e VII del presente testo unico.

5. Il Ministro della sanita’, nel concedere l’autorizzazione, determina, caso per caso, le condizioni e le garanzie alle quali essa e’ subordinata, sentito il Comando generale della Guardia di Finanza nonche’, quando trattasi di coltivazione, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

6. Il decreto di autorizzazione ha durata biennale ed e’ soggetto alla tassa di concessione governativa.

7. (…) (1).

(1) Il comma che recitava: “7. L’autorizzazione prevista nel comma 1 è altresì necessaria per il compimento delle attività di cui al comma 2 dell’art. 70. Si applicano le disposizioni contenute nei commi da 2 a 6.” è stato soppresso dall’art. 1, D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 258.

Art. 18.
Comunicazione dei decreti di autorizzazione

1. I decreti ministeriali di autorizzazione sono comunicati al Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, al Comando generale della Guardia di finanza e al Comando generale dell’Arma i carabinieri che impartiscono ai dipendenti organi periferici le istruzioni necessarie per la vigilanza.

2. Uguale comunicazione e’ effettuata al Servizio centrale antidroga.

Art. 19.
Requisiti soggettivi per l’autorizzazione

1. Le autorizzazioni previste dal comma 1 dell’articolo 17 sono personali e non possono essere cedute, ne’ comunque utilizzate da altri a qualsiasi titolo ed in qualsiasi forma.

2.  Le autorizzazioni medesime possono essere accordate soltanto ad enti o imprese il cui titolare o legale rappresentante, se trattasi di società, sia di buona condotta e offra garanzie morali e professionali. Gli stessi requisiti deve possedere il direttore tecnico dell’azienda. Le autorizzazioni non possono essere rilasciate ai soggetti di cui al presente comma, persone fisiche o legali rappresentanti di enti, che abbiano avuto condanne o sanzioni ai sensi degli articoli 73, 74 e 75; in tali casi sono immediatamente revocate anche le autorizzazioni già rilasciate. (1)

3. Nel caso di enti o imprese che abbiano piu’ filiali o depositi e’ necessaria l’autorizzazione per ciascuna filiale o deposito. I requisiti previsti dal comma 2 devono essere posseduti anche dalla persona preposta alla filiale o al deposito.

4. Nel caso di cessazione dell’attivita’ autorizzata o di cessazione dell’azienda, di mutamento della denominazione o della ragione sociale, di morte o di sostituzione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante dell’ente, l’autorizzazione decade di diritto, senza necessita’ di apposito provvedimento.

5. Tuttavia nel caso di morte o di sostituzione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante dell’ente, il Ministero della sanita’ puo’ consentire in via provvisoria, per non oltre il termine perentorio di tre mesi, la prosecuzione dell’attivita’ autorizzata sotto la responsabilita’ del direttore tecnico.

(1) Comma così modificato dall’art. 1, comma 3-bis, D.L. 20 marzo 2014, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla L. 16 maggio 2014, n. 79.

Art. 20.
Rinnovo delle autorizzazioni

1. La domanda per ottenere il rinnovo delle autorizzazioni deve essere presentata, almeno tre mesi prima della scadenza, con la procedura stabilita per il rilascio delle singole autorizzazioni.

2. Nei casi di decadenza di cui al comma 4 dell’articolo 19, ai fini del rilascio della nuova autorizzazione, puo’ essere ritenuta valida la documentazione relativa ai requisiti obiettivi rimasti invariati.

Art. 21.
Revoca e sospensione dell’autorizzazione

1. In caso di accertate irregolarita’ durante il corso della coltivazione, della raccolta, della fabbricazione, trasformazione, sintesi, impiego, custodia, commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope, o quando vengono a mancare in tutto o in parte i requisiti prescritti dalla legge per il titolare o per il legale rappresentante o per il direttore tecnico, il Ministro della sanita’ procede alla revoca dell’autorizzazione.

2. Il Ministro della sanita’ puo’ procedere alla revoca anche in caso di incidente tecnico, di furto, di deterioramento di sostanze stupefacenti o psicotrope o di altre irregolarita’ verificatesi anche per colpa del personale addetto.

3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, qualora il fatto risulti di lieve entita’, puo’ essere adottato un provvedimento di sospensione dell’autorizzazione fino a sei mesi.

4. Il provvedimento di revoca o di sospensione deve essere motivato ed e’ notificato agli interessati tramite il sindaco e comunicato all’autorita’ sanitaria regionale, alla questura competente per territorio e, ove occorra, al Comando generale della Guardia di finanza.

5. Nel caso che le irregolarita’ indicate nel comma 1 concernano esclusivamente le prescrizioni tecnico-agrarie, il Ministro della sanita’ adotta i provvedimenti opportuni, sentito il Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

Art. 22.
Provvedimenti in caso di cessazione delle attivita’ autorizzate

1. Nei casi di decadenza, di revoca o di sospensione dell’autorizzazione, il Ministro della sanita’, salvo quanto previsto dall’articolo 23, adotta i provvedimenti ritenuti opportuni nei riguardi delle eventuali giacenze di sostanze stupefacenti o psicotrope e provvede al ritiro del bollettario e dei registri previsti dal presente testo unico, nonche’ al ritiro del decreto di autorizzazione.

Art. 23.
Cessione o distruzione di sostanze stupefacenti o psicotrope

1. Nell’esercizio delle facolta’ previste dall’articolo 22, il Ministro della sanita’ puo’ consentire, su richiesta dell’interessato, la cessione delle giacenze di sostanze stupefacenti o psicotrope ai relativi fornitori ovvero ad altri enti o imprese autorizzati o a farmacie, nominativamente indicati.

2. Qualora nel termine di un anno non sia stato possibile realizzare alcuna destinazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, queste vengono acquisite dallo Stato ed utilizzate con le procedure e modalita’ di cui all’articolo 24.

3. Le sostanze deteriorate non utilizzabili farmacologicamente devono essere distrutte, osservando le modalita’ di cui all’articolo 25.

4. Dell’avvenuta esecuzione dei provvedimenti adottati a norma del presente articolo deve essere redatto apposito verbale.

Art. 24.
Sostanze stupefacenti o psicotrope confiscate o acquisite

1. Le sostanze stupefacenti o psicotrope confiscate o comunque acquisite dallo Stato ai sensi dell’articolo 23 sono poste a disposizione del Ministero della sanita’ che effettuate, se necessario, le analisi provvede alla loro utilizzazione o distruzione.

2. Nel caso di vendita, qualora non sia stata disposta confisca, il ricavato, dedotte le spese sostenute dallo Stato, e’ versato al proprietario. Le somme relative ai recuperi delle spese sostenute dallo Stato sono versate con imputazione ad apposito capitolo dello stato di previsione delle entrate statali.

Art. 25.
Distruzione delle sostanze consegnate o messe a disposizione del Ministero della sanita’

1. La distruzione delle sostanze stupefacenti e psicotrope nei casi previsti dagli articoli 23 e 24 e’ disposta con decreto del Ministro della sanita’ che ne stabilisce le modalita’ di attuazione e si avvale di idonee strutture pubbliche locali, ove esistenti, o nazionali.

2. In tali casi il Ministro della sanita’ puo’, altresi’, richiedere ai prefetti delle province interessate che venga assicurata adeguata assistenza da parte delle forze di polizia alle operazioni di distruzione.

3. Il verbale relativo alle operazioni di cui al comma 2 e’ trasmesso al Ministero della sanita’.

 Art. 25-bis
Distruzione delle sostanze e delle composizioni in possesso dei soggetti di cui all’ articolo 17 e delle farmacie (1)

1.  Le sostanze e le composizioni scadute o deteriorate non utilizzabili farmacologicamente, limitatamente a quelle soggette all’obbligo di registrazione, in possesso dei soggetti autorizzati ai sensi dell’ articolo 17, sono distrutte previa autorizzazione del Ministero della salute.

2.  La distruzione delle sostanze e composizioni di cui al comma 1 in possesso delle farmacie è effettuata dall’azienda sanitaria locale ovvero da un’azienda autorizzata allo smaltimento dei rifiuti sanitari. Delle operazioni di distruzione di cui al presente comma è redatto apposito verbale e, nel caso in cui la distruzione avvenga per il tramite di un’azienda autorizzata allo smaltimento dei rifiuti sanitari, il farmacista trasmette all’azienda sanitaria locale il relativo verbale. Gli oneri di trasporto, distruzione e gli altri eventuali oneri connessi sono a carico delle farmacie richiedenti la distruzione.

3.  Le Forze di polizia assicurano, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, adeguata assistenza alle operazioni di distruzione di cui al presente articolo.

(1) Articolo inserito dall’art. 10, co. 1, lett. b), L. 15 marzo 2010, n. 38.