[EVIDENZA] RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE N. 2/2016: Il nuovo prelievo coattivo “stradale”.


Gabrielli C., Il nuovo prelievo coattivo “stradale”: tanto rumore per (quasi) nulla?, p. 821 s.

La legge n. 41 del 2016 ha introdotto una nuova fattispecie di prelievo coattivo di campioni biologici, finalizzata ad accertare, anche contro la volontà dell’interessato, se il soggetto accusato dei reati previsti dagli artt. 589-bis e 590-bis c.p. fosse alla guida in stato di ebbrezza o di alterazione da stupefacenti. L’intervento normativo si presta ad alcune considerazioni critiche. Non è chiaro, ad esempio, se il nuovo prelievo stradale d’urgenza debba essere considerato una specie del prelievo coattivo di cui all’art. 359-bis c.p.p., con conseguente operatività della relativa disciplina, o se invece rappresenti una fattispecie autonoma, alla quale si applicano le sole disposizioni previste o espressamente richiamate. Ma soprattutto la riforma del 2016 non sembra consentire, se non a prezzo di forzature discutibili del principio di tassatività sancito dall’art. 13 Cost., quel prelievo ematico coattivo che gli studi di tossicologia forense indicano come l’unica modalità autenticamente affidabile per accertare lo stato di ebbrezza o di alterazione da stupefacenti.