[CITTADINO INFORMATO] GUIDARE IN CONDIZIONI DI ALTERAZIONE FISICA E PSICHICA [ART. 187 CODICE DELLA STRADA]


di Tutela Legale Stupefacenti

 

1. Introduzione.

L’art.187 del codice della strada vieta la guida in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.

In particolare, la guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope è punita con l’arresto da sei mesi ad un anno ed un’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000.

Inoltre, il trasgressore sarà costretto a subìre la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni (raddoppiati se il veicolo appartiene a persona estranea al reato), con restituzione condizionata all’esito di una visita medica.

Peraltro, se il conducente viene trovato alla guida sotto l’influenza dell’alcool (art. 186 c.d.s.) e, a seguito di esami ematologici emerge anche la positività a sostanze psicotrope ovvero stupefacenti, la sospensione della patente di cui all’art. 187 c.d.s. concorre con quella prevista dall’art. 186 c.d.s. con l’addebito di entrambe le violazioni a cui seguirà una sospensione della patente per un più lungo periodo.

Non solo. Con la sentenza di condanna o di applicazione della pena viene disposta anche la confisca del veicolo, salvo il caso in cui lo stesso appartenga a persona estranea al reato.

2. Profili pratici del problema.

All’atto della contestazione della violazione vengono redatti due atti: 1) il verbale di accertamento e il 2) verbale di sequestro penale/amministrativo o fermo amministrativo.

Cosa è possibile fare per la restituzione dell’autovettura?

Pe rispondere a tale quesito, occorre distinguere se sia stato disposto un sequestro amministrativo ovvero un sequestro di tipo penale.

Contro il sequestro amministrativo è possibile presentare un ricorso dinanzi il Giudice di pace civile competente per territorio (termine di scadenza del ricorso: 30 giorni).

Contro il sequestro penale è possibile presentare un ricorso al Tribunale penale per il riesame (termine di scadenza del ricorso: 10 giorni).

Ad ogni modo, una volta sottratto il mezzo alla disponibilità del conducente, il veicolo è affidato al proprietario (il quale, chiaramente, può coincidere con lo stesso conducente).Tale soggetto è nominato custode con l’obbligo di depositare il veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità o di custodirlo, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio (es. box, posto auto in un cortile condominiale, etc.), provvedendo al trasporto in condizioni di sicurezza per la circolazione stradale.

Il documento di circolazione è trattenuto dall’organo di polizia procedente. In caso di accertamento del reato con sentenza definitiva, il Prefetto adotterà un provvedimento di confisca del veicolo; in tutti gli altri casi (es. estinzione del reato, assoluzione, etc.) il Prefetto dispone il dissequestro e la restituzione del veicolo all’avente diritto.

Tuttavia, in alternativa a questo appena detto, v’è la possibilità di chiedere l’applicazione della sanzione penale del lavoro di pubblica utilità

In quest’ultimo caso la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, appunto, con quella del lavoro di pubblica utilità il quale ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità.

Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta.

Da ultimo va precisato che l’organo di polizia accertatore dell’infrazione è tenuto a inviare alla prefettura competente – entro 5 giorni – la patente di guida del conducente sanzionato.

La prefettura deve emettere l’ordinanza di sospensione nei 15 giorni successivi all’invio. Tale provvedimento deve essere immediatamente comunicato al conducente trasgressore e, se il Prefetto non si pronuncia sulla sospensione nel citato termine di 15 giorni, il conducente sanzionato può richiedere la restituzione della patente di guida.

Di particolare interesse è che entro il termine dei 5 giorni summenzionato il conducente a cui è stata sospesa la patente – solo nel caso in cui non sia derivato un incidente – può presentare istanza al prefetto intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e comunque di non oltre tre ore al giorno.

3. Se sono trovato positivo alle analisi del sangue, commetto sempre e comunque il reato di guida sotto effetto di sostanza stupefacente?

Per rispondere al quesito, è necessario capire che il concetto di “assunzione” di sostanza stupefacente si distingue da quello di “alterazione psico-fisica” dovuta all’assunzione medesima.

La legge punisce chi guida sotto l’effetto di sostanza stupefacente, ossia chi è in uno stato di alterazione psichica e fisica: tale stato, generalmente, viene rilevato dagli agenti operanti per mezzo di una serie di indici quali papille dilatate, occhi rossi, comportamento agitato, etc.

Differente, invece, è l’assunzione della sostanza la quale, come noto, coincide con il consumo vero e proprio della sostanza e può essere accertata solo per mezzo di accertamenti sanitari (analisi urine e prelievo del sangue).

Ciò premesso, non dobbiamo confondere i due concetti!

Infatti è possibile il seguente caso: una persona ha assunto cannabis durante il giorno e, la sera, viene fermata per un controllo. In verità, con le analisi del sangue, si troverà una positività al principio attivo della cannabis (quindi sarà provata l’assunzione, ossia il consumo) ma non è scontato che la persona sia anche sotto effetto di sostanza stupefacente (quindi sia alterata psichicamente e/o fisicamente). Ciò, in quanto, una persona che consuma cannabis (quindi sarà sempre positiva alle analisi tossicologiche) può effettivamente non essere alterata quando si mette alla guida.

4. Consiglio pratico.

Una volta chiarita la distinzione tra assunzione ed alterazione, vi suggeriamo di essere il più possibile pronti, in fase di accertamento su strada, a far rilevare – qualora siate in grado di guidare perché effettivamente non siete in uno stato di alterazione – la vostra concreta idoneità alla guida.

In particolare, fate attenzione agli indici che vengono verbalizzati dagli agenti accertatori (occhi lucidi, papille dilatate e comportamento agitato) e, se invece non siete “alterati”, fate verbalizzare ciò che è vostro diritto comunicare: il vostro stato di lucidità. Se gli agenti accertatori non vogliono verbalizzare ciò che voi chiedete, vi suggeriamo di chiamare un altro corpo di polizia per far verbalizzare ciò che è vostro diritto dichiarare.

Il tutto, vi suggeriamo, con la massima lealtà e disponibilità con le Forse dell’Ordine: loro fanno il loro lavoro, ma Voi avete i vostri Diritti.