Guida Stupefacenti.


GUIDA IN STATO DI ALTERAZIONE PSICOFISICA PER USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Quando si ha ragionevolmente motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, o quando gli accertamenti preliminari hanno fornito esito positivo, ovvero in caso di incidente stradale (compatibilmente con le altre attività di soccorso e rilevamento) gli agenti di polizia stradale accompagnano il conducente presso:

 

  • strutture sanitarie fisse o mobili afferenti ai suddetti organi di polizia stradale;
  • strutture sanitarie pubbliche;
  • strutture accreditate o comunque a tali fini equiparate per il prelievo di campioni di liquidi biologici ai fini dell’effettuazione degli esami necessari ad accertare la presenza di sostanze stupefacenti o psicotrope e per la relativa visita medica.

 

Analogamente a quanto disposto per la guida in stato di ebbrezza, è previsto che sui soggetti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti a cure mediche presso una struttura sanitaria sia possibile effettuare nella stessa struttura, su richiesta scritta degli organi di polizia stradale, gli esami necessari per accertare la presenza di dette sostanze (e contestualmente anche il tasso alcolemico).

A differenza della guida in stato di ebbrezza alcolica non è consentito l’accertamento di guida sotto l’influenza di stupefacenti basandosi su rilievi sintomatici; ma all’agente accertatore è lasciata la valutazione delle circostanze che possono consigliare l’accompagnamento del conducente per analisi.

La norma non consente l’accompagnamento coattivo, ma a carico della persona che si dovesse opporre si applicheranno le stesse sanzioni previste per il rifiuto di sottoporsi al controllo. Come per l’art. 186, l’accompagnamento del conducente non richiede particolari formalità di garanzie difensive.

Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di polizia stradale (senza che occorra richiesta dall’autorità giudiziaria) la relativa certificazione (che, nel caso di conducenti sottoposti a cure mediche, comprende anche la prognosi delle eventuali lesioni accertate) nel rispetto della riservatezza dei dati.

Copia del referto sanitario positivo va subito trasmessa, a cura dell’organo accertatore, al prefetto del luogo della violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza, inclusi, se è il caso, quelli di cui all’art. 75 DPR n. 309/90, come modificato dalla legge n. 49/2006.

Il prefetto può disporre la revisione della patente dell’interessato e disporne in via cautelare la sospensione fino all’esito della visita medica.

I sintomi sulla persona che trovasi sotto l’influenza di stupefacenti, che cambiano peraltro col tipo di droga assunta, sono rappresentati ad esempio da:

 

–     delirio, profonda depressione, stato di euforia o di forte eccitazione;

–     eccessiva loquacità, pupille dilatate (midriasi).

 

Ad essi va sempre aggiunto ogni ulteriore possibile rilievo che possa servire da supporto, come ad es., il  ritrovamento di siringhe o altra attrezzatura usata per l’assunzione della sostanza stupefacente, o di residui della sostanza stessa, o, addirittura, di dosi: in quest’ultimo caso possono ravvisarsi altri reati puniti dalla legge sulle tossicodipendenze (come quello dello spaccio di droga).

 

 

Effetti delle principali sostanze stupefacenti:

Gli effetti dell’assunzione di sostanze stupefacenti sull’organismo variano a seconda del tipo di sostanze, della quantità di principio attivo contenuto in ogni dose, della concentrazione e delle condizioni individuali di chi ne fa uso.

 

a) Derivati dalla canapa indiana (mariuana, hashish). Si tratta di droghe cosiddette leggere che sono fumate in pipe o come una sigaretta; normalmente l’assunzione produce i seguenti sintomi:

  • stato sognante con alterazione della coscienza;
  • alterazione delle percezioni;
  • stati di benessere puerile associati a risate incontrollate ed immotivate;
  • allucinazioni e psicosi (solo per assunzioni massicce).

b) Cocaina e suoi derivati:

Si tratta di droghe pesanti perché producono alterazioni psicofisiche profonde con facile assuefazione, sono assunte per sniffata; normalmente l’assunzione produce i seguenti sintomi:

  • eccitazione mentale e particolare lucidità
  • sensazione di eccessiva sicurezza con movimenti frenetici;
  • loquacità ed accresciuta comunicabilità sociale.

Cessato l’effetto la persona cade in uno stato di profonda depressione con pessimismo ed irritabilità.

c) Eroina (e altri derivati dell’oppio)

Si tratta di droghe sotto forma di pillole o compresse che producono gravi alterazioni psicofisiche e assuefazione. All’iniziale senso di euforia, che si rivela con eccitazione, loquacità, senso di sicurezza, subentra:

  • depressione, nausea, vomito;
  • aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa (risultato talvolta fatale), tremore degli arti, ecc.

d) Anfetamine (e derivati sintetici – ecstasy). Si tratta di droghe sotto forma di pillole o compresse che producono gravi alterazioni psicofisiche e assuefazione. All’iniziale senso di euforia, che si rivela con eccitazione, loquacità, senso di sicurezza, subentra:

  • depressione, nausea, vomito:
  • aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa (risultato talvolta fatale) tremore degli arti, ecc.

e) Allucinogeni (LSD). Si tratta di droghe pesanti perché producono gravi alterazioni psicofisiche con sicura assuefazione e con effetti che spesso si manifestano anche in assenza di assunzioni, si presentano in pillole o compresse e possono essere assunte per via orale; normalmente producono i seguenti effetti:

  • forte distorsione della realtà con veri e propri stati di allucinazione;
  • delirio e modificazione delle percezioni e delle emozioni;
  • visioni (in dosi massicce).

 

SINTOMI CORRELATI ALL’USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI O PSICOTROPE

Ai fini dell’applicazione dell’art. 187, è necessario:

a) in primo luogo verificare:

–  precedenti specifici a carico del conducente;

–  tracce di sostanze stupefacenti, siringhe, attrezzature per la preparazione e l’utilizzo delle dosi (es. cucchiai, acido citrico o limoni, lacci emostatici, ecc.)

b) con accurato esame fisico rilevare:

– accentuazione della colorazione della pelle in prossimità della vene (ad es. sugli arti superiori ed inferiori);

–  tracce di buchi vecchi o freschi;

–  tumefazione delle estremità (es. mani o piedi);

–  arrossamento della mucosa nasale;

–  bruciature cutanee da sigaretta (utilizzate per arrestare emorragie);

–  miosi (pupilla ristretta).

 

c) con un ulteriore esame obiettivo rilevare:

– se l’interessato manifesta sintomi di prurito;

– mancanza di attenzione, senso critico, memoria (ad es. difficoltà a rispondere a domande anche banali, a ricordare cose dette da poco, ecc.) eloquio indistinto (discorsi confusionari), sonnolenza;

– alterazioni repentine dell’umore (dall’allegria alla tristezza, all’indifferenza assoluta).

 

SINTOMI CORRELATI A CRISI DI ASTINENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI O PSICOTROPE

 

Diversa o più accentuata sintomatologia caratterizza lo stato di astinenza che è sempre un’alterazione psicofisica correlata all’uso di sostanze stupefacenti e che, perciò, è ugualmente punibile ai sensi dell’art. 187 CDS

  1. Verificare la presenza dei sintomi indicati alla lettera a) e b) di cui sopra;
  2. Rilevare, inoltre, se l’interessato evidenzia:

– forte agitazione, irrequietezza, irritabilità, ansia (es. manifesta intenzione di troncare subito il dialogo, per la fretta di andare via);

–  nausea, vomito, crampi allo stomaco, alle gambe, alla schiena;

–  forte sudorazione, lacrimazione e scolo abbondante dal naso;

–  febbre e/o sensazione di caldo e di freddo;

–  respiro, affannoso e frequente, pelle d’oca;

–  dilatazione persistente delle pupille (midriasi).

 

GUIDA SOTTO L’INFLUENZA DI STUPEFACENTI

 

Gli organi di polizia stradale possono avviare la procedura degli accertamenti quando si abbia ragionevole motivo di ritenere che il conducente sia sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o psicotrope, in base alle circostanze sintomatiche sopraccennate. Essi tuttavia non procedono all’accertamento diretto, ma provvedono all’accompagnamento del conducente presso una della strutture sopraccitate. In base alla certificazione rilasciata il prefetto ordina al conducente di sottoporsi a visita medica e dispone la sospensione della patente in via cautelare fino all’esito della revisione (art. 187 c. 6).

Guidare in stato di alterazione psicofisica per assunzione di sostanze stupefacenti è reato di competenza del Tribunale.

E’ prevista l’ammenda da euro 1500 a euro 6000, l’arresto da tre mesi a un anno e la sospensione della patente di guida per un periodo da 6 mesi a un anno. Con la sentenza di condanna è sempre disposta la misura di sicurezza della confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea.

La misura è disposta dal giudice ai sensi dell’art. 240 comma 2 CP.

Il veicolo deve essere sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’art. 321 CPP.

Anche se la guida in stato di alterazione da stupefacenti è commessa alla guida di motoveicoli e ciclomotori, non si applica la procedura dell’art. 213 comma 2 sexies CDS, ma quella del citato art. 321 CPP.

Se dai rilievi risulta che il conducente in stato di alterazione da stupefacenti ha provocato un incidente stradale, (anche senza conseguenze alle persone) le pene sono raddoppiate e si applica la confisca del veicolo, anziché la sanzione amministrativa accessoria del fermo del veicolo.

Nel caso di accertamento il cui esito non è immediatamente disponibile, ma ricorrono fondati motivi per ritenere il conducente in stato di alterazione per effetto di sostanze stupefacenti, la patente viene ritirata e conservata presso l’organo accertatore fino all’esito degli accertamenti, ma per non più di 10 giorni.

Guidare in tale circostanza comporta le sanzioni di cui all’art. 216 CDS.

La patente non si ritira quando trattasi di veicolo (es. ciclomotore) per la cui guida non è richiesta.

Se lo stesso soggetto compie più violazioni nel corso di un biennio, o quando la violazione è commessa da conducente di autobus, o di veicolo di m.c. superiore a 3,5 t o di complessi di veicoli, la patente viene revocata ed è, perciò, subito ritirata e trasmessa entro 10 giorni al prefetto.

 

RIFIUTO DELL’ACCERTAMENTO DELL’USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Mentre in caso di incidente o di esito positivo dei test precursori, il rifiuto dell’accertamento non necessita di ulteriori prove o riscontri, negli altri casi di rifiuto è dovere dei verbalizzanti indicare le circostanze che hanno determinato il “ragionevole motivo di ritenere” il conducente sotto l’effetto di stupefacenti.

E’ prevista la sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni, la revoca in caso di recidiva nel biennio e la confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea al reato.

In tali casi perciò, il veicolo condotto da chi si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti deve essere sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’art. 321 C.P.P..

La confisca è disposta dal Giudice con la sentenza di condanna.

Gli accertamenti preliminari devono essere effettuati in loco.

Non è perseguibile, perciò, il rifiuto del conducente di spostarsi, senza validi motivi, per l’effettuazione altrove di tali test. L’accompagnamento per gli esami è in questo caso deciso discrezionalmente dall’agente in base ai sintomi

e alla condotta del conducente.

La patente non si ritira, quando trattasi di veicolo (es. ciclomotore) per la cui guida non è richiesta.

 

Contributo della prefettura.