[CITTADINO INFORMATO] Riparazione e risarcimento errore giudiziario.


L’errore giudiziario consiste nella scoperta, mediante l’impugnazione straordinaria della revisione (art. 629 e seguenti c.p.p.), dell’ingiustizia sostanziale di una sentenza irrevocabile di condanna.

I presupposti necessari alla riparazione dell’errore giudiziario sono sia positivi, sia negativi (art. 643 c.p.p.).

Il presupposto positivo è il proscioglimento in sede di revisione (art.630 c.p.p.).

presupposti negativi sono innanzitutto chi è stato prosciolto in sede di revisione non deve aver dato causa per dolo o colpa grave all’errore giudiziario; in secondo luogo, il diritto alla riparazione è escluso per quella parte della pena detentiva da espiare per un reato diverso.

Non si può parlare tecnicamente di risarcimento del danno da errore giudiziario, ma di indennità o indennizzo.

L’ingiusta detenzione, quindi, non ha natura di risarcimento del danno ma di semplice indennità o indennizzo in base a principi di solidarietà sociale per chi sia stato ingiustamente privato della libertà personale o ingiustamente condannato.

La ricostruzione in questi termini  (avente, dunque, natura indennitaria e non risarcitoria) risponde alla precisa finalità di evitare che il danneggiato debba fornire la prova sia dell’esistenza dell’elemento soggettivo (dolo o colpa) delle persone fisiche che hanno agito, sia la prova dell’entità dei danni subiti.