[CITTADINO INFORMATO] Ricorso per Cassazione.


Il ricorso per cassazione, come l’appello, rientra tra i mezzi di impugnazione ordinari con la particolarità di essere indefettibilmente previsto avverso tutti quei provvedimenti che incidono sulla libertà personale così come stabilito dall’art. 111 della Costituzione.

Con il ricorso in cassazione possono essere fatti valere solo i vizi di legittimità della sentenza tassativamente elencati dalla legge.

Il ricorso può essere, infatti,  proposto ai sensi dell’art. 606 c.p.p. per cinque ordini di motivi:

a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri (1);
b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell’applicazione della legge penale (2);
c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza  (3);
d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell’istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall’articolo 495, comma 2;
e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame.


(1) Tradizionale ipotesi di eccesso o straripamento di potere.
(2) Errores in iudicando determinati da una mancata o inesatta applicazione della legge penale sostanziale o di altre norme giuridiche extrapenali cui fa riferimento la norma penale stessa.
(3)Ne consegue che non si può ricorre per cassazione deducendo l’inosservanza di norme processuali penali che diano luogo ad una semplice irregolarità