[CITTADINO INFORMATO] La riparazione per ingiusta detenzione ex art. 314 c.p.p.


Non sono rari i casi di persone incolpate di reati gravi, sottoposte ad una misura custodiale in carcere durante le indagini e magari anche durante il processo e successivamente prosciolte in esito all’accertamento del merito della vicenda che li ha visti coinvolti.

Si tratta  di detenzione che possono riguardare anche periodi non particolarmente lunghi -qualche settimana- ma ciò non toglie che per tutti coloro che la patiscono la privazione della libertà è una lesione profondissima dei diritti fondamentali della persona.

La indennità dello Stato a seguito della privazione della libertà personale inflitta ad un individuo in fase di indagini o nel corso del processo poi rivelatasi illegittima può riguardare:
–  l’incolpato risultato essere innocente, con conseguente emissione del decreto di archiviazione o della sentenza di assoluzione;
–  il provvedimento a seguito del quale l’incolpato era ridotto in vinculis era viziato e, quindi, illegittimo.

Il nostro ordinamento all’art. 314 c.p.p prevede una precisa e specifica disciplina per la quale lo Stato si fa carico dell’illegittimità della privazione della libertà patita da un cittadino riconoscendo un indennizzo a colui che è stato ingiustamente detenuto.