[CITTADINO INFORMATO] La liberazione anticipata e liberazione anticipata speciale.


La liberazione anticipata consiste in una riduzione della pena che realizza il risultato di anticipare il termine finale del periodo di detenzione.

1) La liberazione anticipata.

L’art. 54 dell’Ordinamento penitenziario definisce la liberazione anticipata come “una detrazione di quarantacinque giorni per ogni singolo semestre di pena scontata” che è concessa “al condannato a pena detentiva che abbia dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione“.

Sull’istanza di concessione della liberazione anticipata, il magistrato di sorveglianza provvede con ordinanza, adottata in camera di consiglio senza la presenza delle parti. Avverso l’ordinanza, il difensore, l’interessato e il pubblico ministero possono, entro dieci giorni dalla comunicazione o notificazione, proporre reclamo al Tribunale di sorveglianza competente per territorio. Il tribunale di sorvegliaina decide ai sensi dell’art. 678 del Codice procedura penale (Procedimento di sorveglianza) e del collegio non può far parte il giudice che ha emanato il provvediemnto impugnato.

2) La liberazione anticipata speciale.

Il decreto-legge n. 146 del 2013 ha previsto all’art. 4 la c.d. “liberazione anticipata speciale“, andando ad incidere sulla detrazione di pena concessa ai detenuti dalla L. 26 luglio 1975 n. 354 all’art. 54 che prevede la detrazione di 45 giorni di pena ogni semestre di reclusione scontata.

La liberazione anticipata è un beneficio in base al quale, al condannato a pena detentiva che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione, è concessa, quale riconoscimento di tale partecipazione, ed ai fini del suo più efficace reinserimento nella società, una detrazione di 45 giorni per ogni singolo semestre di pena scontata (a tal fine è valutato anche il periodo trascorso in stato di custodia cautelare o di detenzione domiciliare).

La nuova liberazione anticipata ha invece aumentato suddetta detrazione da 45 giorni a 75, ogni singolo semestre di pena scontata.

Con la legge di conversione del decreto-legge, tuttavia, l’ambito applicativo della liberazione anticipata “speciale” è andato a modificarsi, escludendo che possano essere ammessi al beneficio i condannati per taluno dei delitti previsti dall’art. 4-bis della legge sull’Ordinamento Penitenziario, ossia reati di particolare allarme sociale (si tratta dei delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza, delitto di cui all’articolo 416-bis cp (associazione mafiosa), delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dallo stesso articolo ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni in esso previste, delitti di cui agli articoli 600 (Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù), 600-bis, primo comma, (Prostituzione minorile), 600-ter, primo e secondo comma (Pornografia minorile), 601 (Tratta di persone), 602 (Acquisto e alienazione di schiavi), 609-octies (Violenza sessuale di gruppo) e 630 (Sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione) del codice penale, all’articolo 291-quater (Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri) del TU doganale di cui al DPR 43/1973, e all’articolo 74 (Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope) del DPR 309/1990).

Parimenti il beneficio non potrà essere applicato ai soggetti che siano ammessi a misure alternative alla detenzione, agli arresti domiciliari ex art. 656 co. 10 cpp o alla detenzione domiciliare, rimanendo invece in vigore la liberazione anticipata ordinaria ex art. 54 Ord. Pen.