[CASSAZIONE] Penale Sentenza Sez. 3 N. 11565 Anno 2017. STUPEFACENTI – COLTIVAZIONE


L’ipotesi di cui all’art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990 – che costituisce reato autonomo – è punita, in forza della più favorevole disciplina attualmente vigente, introdotta dall’art. 1, comma 24-ter, lettera a), del d.l. 20 marzo 2014, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014, n. 79 del 2014, con le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da euro 1.032 a 10.329.

Nel caso in esame, la Corte di Appello, parzialmente riformando la sentenza di primo grado emessa nel vigore della precedente meno favorevole disciplina, aveva comunque ritenuto la congruità della pena base già determinata in anni due e mesi tre di reclusione ed euro 4500,00 di multa (diminuita di un terzo per la scelta del rito), unificando nel vincolo della continuazione la detenzione della cocaina e così aggravando, nei termini ricordati supra, il trattamento sanzionatorio stabilito.

Purtuttavia, Le successive modifiche normative che hanno interessato il quinto comma dell’art. 73 del Testo Unico sugli stupefacenti hanno condotto anche ad un abbattimento progressivo della sanzione.

La sostanziale modifica dei parametri di riferimento impone che il giudice adegui il trattamento sanzionatorio ai nuovi parametri, dal momento che la commisurazione in concreto della pena nel rispetto dei limiti edittali non è mai un’operazione neutra, ma è sempre condizionata dalla pena prevista in astratto, sicché la valutazione giudiziale può cambiare col mutare dei limiti edittali previsti dalla legge.

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