[CASSAZIONE] GIOVANNI CANZIO: Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2015.


Estratto:

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16. La Cassazione penale: le pronunce più significative.

16.1. Stupefacenti e rideterminazione della pena.

Nel 2015 sono state rimesse alle Sezioni Unite numerose questioni che hanno avuto origine dalla sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014, dichiarativa dell’illegittimità costituzionale degli articoli 4 bis e 4 vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005 n. 272 – inseriti, in sede di conversione, dalla l. 21 febbraio 2006 n.  49 – che avevano radicalmente modificato la normativa in tema di sostanze stupefacenti e psicotrope, contenuta nel d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309. A seguito della declaratoria di incostituzionalità, la Corte di cassazione ha dovuto rispondere al quesito se le pene già inflitte in applicazione delle norme incostituzionali dovessero o meno essere considerate illegali.

La questione si è posta in relazione alle sentenze di condanna ed a quelle di applicazione concordata della pena, pure irrevocabili. Si trattava di verificare se la pena in concreto inflitta, sebbene rientrante nella consentita forbice sanzionatoria, potesse considerarsi comunque illegale e in tal caso a quale giudice e in quali limiti, spettasse il compito di rideterminarla. In tale contesto si collocano Sez. U., n. 33040 del 26 febbraio 2015, Jazouli e Sez. U., n. 37017, del 26 febbraio 2015, Marcon, le quali hanno affermato che la pena inflitta con una sentenza di condanna ovvero applicata ex artt. 444 e ss. c.p.p. sulla base della normativa dichiarata incostituzionale, seppure astrattamente rientrante nella forbice edittale ripristinata, non può considerarsi legalmente determinata. In forza del principio di proporzione tra illecito e sanzione le Sezioni Unite hanno escluso che possa essere reputata legittima la pena determinata in relazione ad una cornice edittale prevista da una norma dichiarata incostituzionale; e ciò anche nel caso in cui la pena determinata in riferimento alla cornice edittale contenuta in una norma dichiarata incostituzionale proprio nella sua parte sanzionatoria rientri nella cornice edittale ripristinata.

Il venir meno per contrarietà alla Costituzione – con efficacia ex tunc – della originaria cornice edittale che ha guidato il giudicante nella attività di “misurazione della responsabilità” finisce con il travolgere la stessa pena in concreto inflitta, vale a dire il “risultato finale” di detta misurazione.

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