[CASSAZIONE] [COLTIVAZIONE] Cambio di orientamento? Corte di cassazione Sezione IV penale, Sentenza n. 26215 del 23/06/2016, udienza del 19/05/2016;


 

Come noto, la Corte di legittimità ha più volte statuito che la coltivazione di stupefacenti, sia essa svolta a livello industriale o domestico, costituisce reato anche quando sia realizzata per la destinazione del prodotto ad uso personale (cfr. Cass. Sez. U, Sentenza n. 28605 dei 24/04/2008 Ud., Di Salvia, Rv. 239920).

La stessa giurisprudenza di legittimità ha più volte precisato, tuttavia, che “ai fini della punibilità della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, spetta al giudice verificare in concreto l’offensività della condotta ovvero l’idoneità della sostanza ricavata a produrre un effetto drogante rilevabile” (Cass. Sez. U, Sentenza n. 28605 del 24/04/2008 Ud. (dep. 10/07/2008), Di Salvia, Rv. 239921; Cass. Conforme, Sez. U. 24 aprile 2008, Valletta; Cass. Sez. 4, Sentenza n. 1222 del 28/10/2008 Ud. (dep. 14/01/2009) Nicoletti, Rv. 242371).

Di fronte a un fatto consistente nella coltivazione di piantine atte a produrre stupefacente avente un seppur minimo effetto drogante, il Giudice dell’udienza preliminare non può affermare che tale fatto non è previsto dalla legge come reato, ma solo, eventualmente, valutare l’applicabilità, ove ne ricorrano tutti i presupposti di legge, del disposto di cui all’art. 131-bis c.p. sempreché non esista una prevedibile possibilità che il giudice del dibattimento possa pervenire ad una diversa soluzione.

 

Corte di cassazione Sezione IV penale, Sentenza n.26215 del 23/06/2016, udienza del 19/05/2016;

Presidente PICCIALLI PATRIZIA Relatore TANGA ANTONIO LEONARDO